Un giorno il Signore fu trasfigurato alla presenza degli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni: «La sua faccia risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce» (Vangelo di Matteo 17:2): fu così data testimonianza della sua gloria celeste con un rapido, ma indelebile accenno. Prima di porre fine a quella divina visione, il Padre fece udire la sua voce: «Questo è il mio amato Figlio, in cui mi sono compiaciuto: ascoltatelo!» (Matteo 17:5).
Gesù viene presentato nel Vangelo di Giovanni come la Parola di Dio stessa fattasi uomo per parlare con noi nel modo più diretto (Giovanni 1:14), e l’evangelista Marco annota che «la maggior parte della folla lo ascoltava con piacere» (Marco 12:37). Era davvero bello sentire ciò che il Signore diceva, e non ciò che altri dicevano di lui.
L’Antico Testamento mirava proprio al giorno in cui il Messia sarebbe venuto a portare la salvezza. Predicando il messaggio del Vangelo, poco tempo dopo la risurrezione di Cristo, l’apostolo Pietro disse che, di Gesù, «Dio ha parlato per bocca di tutti i profeti fin dal principio del mondo»; Gesù, secondo una profezia di Mosè, sarebbe stato il “profeta dei profeti”; e Mosè stesso aggiunse: «Ascoltatelo in tutte le cose che egli vi dirà», ammonendo severamente che il non fare questo avrebbe portato gli uomini alla rovina (Atti degli Apostoli 3:21-22, che riecheggia il libro anticotestamentario Deuteronomio 18:15-18).
Molto si può sentir parlare o si può leggere (o assistere al cinema e alla TV) di Gesù; però ben poco, oggi, si è abituati a sentir parlare direttamente Gesù. «Ma – ci si chiederà – come fare?». Non è difficile: il Signore ha provveduto affinché le sue parole – indispensabili per la nostra vita presente e futura – potessero risuonare ovunque e far presa sul nostro cuore. Il Nuovo Testamento è stato scritto e tramandato proprio per permettere a chiunque, in ogni tempo e luogo, di andare alla fonte, di conoscere l’insegnamento, le opere e le promesse del Signore così come sono, senza tanti “si dice”, senza complicate teologie o filosofie, senza “credi” umani aggiunti all’unica e originaria verità di Cristo, sigillata da Dio una volta per sempre. Sta a ciascuno di noi impegnarsi a conoscere il vero Gesù.
In mezzo a tanta confusione, a tante voci e tanti rumori, dobbiamo trovare la forza di metterci all’ascolto della voce del Signore, di fermarci per qualche prezioso istante e gettarci fra le braccia di Dio. Se non viviamo la Parola di Dio, infatti, siamo perduti, anche e soprattutto se non ce ne stiamo accorgendo: «L’uomo non vivrà soltanto di pane, ma di ogni parola di Dio» (Vangelo di Luca 4:4). Impariamo perciò ad ascoltare la Parola del Signore con attenzione, per metterla in pratica.
Gesù ci ha ammonito seriamente su questo punto: «Fate dunque attenzione a come ascoltate, perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che pensa di avere» (Luca 8:18). Senza Cristo non siamo e non abbiamo nulla, anche se fossimo i più ricchi, felici, tranquilli e soddisfatti di questa terra. ASCOLTIAMOLO, per essere fra «coloro che, dopo aver udita la Parola, la ritengono in un cuore onesto e buono e portano frutto con perseveranza» (Luca 8:15). Solo il Signore Gesù, come disse un giorno l’Apostolo Pietro, ha «parole di vita eterna» (Giovanni 6:68), e Gesù stesso disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5): nulla che ci salvi e che duri in eterno.
Valerio Marchi